Tesis Doctorals - Departament – Dret Financer i Tributari
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Come prevenire il rischio tributario nelle P.M.I.? Legittimo affidamento e condizioni di punibilità delle violazioni tributarie = ¿Cómo prevenir el riesgo tributario en las PyMES? Confianza legítima y condiciones de punibilidad de los incumplimientos tributarios(Universitat de Barcelona, 2017-01-16) Sonetti, Enza; Rozas Valdés, José Andrés; Nastri, Maria Pia; Universitat de Barcelona. Departament de Dret Financer i Tributari[ita] I costanti e rapidi mutamenti economici e sociali che investono le società contemporanee si ripercuotono inevitabilmente sulle attività di impresa. È opinione diffusa che tali cambiamenti incidono non poco sulla certezza del diritto e sulle aspettative che le imprese ripongono nello stesso per poter agire nel pieno rispetto delle regole. Gli operatori economici hanno la necessità di sapere in anticipo, se i propri comportamenti siano o meno rispondenti al diritto in maniera tale da poter prevedere sia le conseguenze degli stessi, sia l’esito di eventuali controversie. I rischi derivanti dall’incertezza del diritto moltiplicano infatti gli ostacoli rispetto agli obiettivi perseguiti delle imprese e tale percezione è forse maggiore in quelle realtà medio-piccole che già per dimensioni, capacità di accesso al credito, sostenibilità dei costi e pressione fiscale, faticano ad esser competitive. Stando ai dati forniti dall’Istat nel rapporto NoiItalia1, il tessuto italiano produttivo del sud è rappresentato per lo più da P.M.I. sulle quale gravano in maniera consistente i costi derivanti dall’eccessivo carico fiscale, aumentato in maniera esponenziale dal 2005 ad oggi. In tale contesto, l’incertezza normativa in materia tributaria rappresenta uno dei costi maggiori per le imprese che intendono pianificare ed appare immediatamente evidente l’importanza delle attività di compliance fiscale quale strumento in grado di assicurare una “certezza preventiva” in merito all’interpretazione e all’applicazione delle norme. L’importanza delle attività di tax compliance è ormai nota, tant’è che sia il legislatore italiano che quello spagnolo, al pari degli altri ordinamenti europei, hanno previsto meccanismi di cooperazione col contribuente – impresa. In particolare, se in Italia, con l’ultima riforma è stato introdotto un meccanismo di adempimento collaborativo limitato alle grandi imprese, sulla scorta delle indicazioni fornite dalla delega fiscale contenuta nella l. n. 23/2014, nell’ordinamento spagnolo è stato disegnato un meccanismo di collaborazione, sempre limitato alle grandi imprese, strutturato su base volontaria, mediante l’adesione al cd. Código de buenas prácticas tributarias. In tale contesto, è chiaro quanto sia forte la necessità che il contribuente-impresa, possa far affidamento sulle norme da applicare ai singoli casi di specie che si pongono quotidianamente all’attenzione nell’esercizio delle proprie attività produttive senza che revirement interpretativi dell’amministrazione finanziaria e della giurisprudenza, norme dalla incerta interpretazione o peggio ancora, norme retroattive, si ripercuotano sulle stesse. Fra le maggiori ragioni di incertezza fiscale per le imprese di medie dimensioni sono comprese in primo luogo le frequenti variazioni normative, seguite dalla carenza di coerenza e univocità delle decisioni giurisprudenziali nonché dall’assenza di chiarezza delle norme. Il presente progetto di ricerca è stato sviluppato a seguito di un confronto “pratico” con l’azienda che ha ospitato lo stage previsto dal programma di dottorato. Partendo dunque dallo studio dei rapporti intercorrenti fra legittimo affidamento, violazioni tributarie e circostanze esimenti e trasponendo i risultati nell’ambito delle attività di pianificazione tributaria dell’azienda interessata, si è proceduto all’analisi dei quesiti posti dall’impresa nei casi pratici. Fra le istanze avanzate dall’azienda vi è quella di procedere ad un’attività di pianificazione tributaria nazionale ed internazionale, nell’ambito della quale si possa procedere all’analisi di tutti quegli elementi che ne impediscono e rallentano lo sviluppo e l’internazionalizzazione. I quesiti posti dall’impresa hanno indirizzato sia l’attività di stage, sia l’intera attività di studio rivolta alla ricerca di soluzioni pratiche a diverse problematiche, prima fra tutte quella relativa alla prevenzione della crisi di impresa, attraverso la riduzione delle perdite derivanti dalla mancata riscossione dei crediti e sotto un profilo prettamente fiscale attraverso l’individuazione del momento in cui si verificano i fatti che consentono la deducibilità delle perdite su crediti. È stata infine analizzata la questione inerente la scusabilità degli errori commessi dal contribuente e la gestione efficace del tax risk da parte delle p.m.i.Tesi
El interventor en la administración local: control interno y responsabilidad contable(Universitat de Barcelona, 2017-06-16) Muñoz Juncosa, Antonio; Andrés Aucejo, Eva; Universitat de Barcelona. Departament de Dret Financer i Tributari[spa] La tesis, que hoy presento, describe las funciones del interventor en la Administración Local española, como agente encargado del control económico financiero interno y la responsabilidad patrimonial y contable derivada del ejercicio de la intervención local. Por esta razón el trabajo se divide en dos partes claramente diferenciadas, en la primera se analiza el control interno y en la segunda la responsabilidad contable, que puede ser exigida por un incorrecto ejercicio del control. Estas dos cuestiones principales se plantean también desde el punto de vista del Derecho comparado, en concreto la regulación en el Reino Unido, Francia, Alemania e Italia. Estudiaremos en primer lugar el marco legal según el cual el interventor local ejerce el control interno en los entes locales, compartiendo con los interventores de las otras administraciones sus ejes básicos, como son los procedimientos para el control interno, función interventora, control financiero y auditoría pública, así como la naturaleza jurídica de la función, pero con unos problemas específicos en su ejercicio derivados, básicamente, del tamaño de las administraciones en las que sirven, mucho menor que la del Estado o las de las Comunidades Autónomas. Este menor tamaño coloca al interventor local, en la inmediatez del poder político porque, donde en el Estado o en las Comunidades Autónomas existe una organización, en la gran mayoría de las entidades locales es sólo una persona. Esto afecta de modo importante a dos elementos básicos en el ejercicio de sus competencias, la autonomía respecto del gobernante y la segregación de funciones, cuestiones que serán objeto de especial atención. En la segunda parte de la tesis se analiza, la función jurisdiccional del Tribunal de Cuentas, la fiscalizadora exclusivamente como antesala de la jurisdiccional, la responsabilidad contable, los supuestos legales que la generan, los elementos que la componen, la naturaleza jurídica y el tipo de responsabilidad, directa o subsidiaria, deteniéndonos en la que puede incurrir el interventor, ya que aquí se concreta uno de los principales objetivos del trabajo, la responsabilidad contable del interventor, y en concreto del local. El interventor local, a diferencia de los de otras administraciones, ha de decidir por si mismo, en la mayoría de los casos, sin otro apoyo que sus conocimientos. Obviamente, esta situación, lo hace mucho más vulnerable a cualquier tipo de responsabilidad, y más en concreto a la contable. Esta vulnerabilidad no es teórica, no existen sentencias condenatorias de la jurisdicción contable relativas a interventores estatales o autonómicos, pero sí respecto de locales. Por eso, sobre la base de la jurisprudencia contable, se analizan los principales supuestos en los que los interventores locales pueden incurrir en responsabilidad contable, como son los contratos públicos, las retribuciones del personal, las subvenciones públicas, los gastos de representación y la fiscalización de los ingresos. Por último se formulan unas conclusiones, con propuestas de política legislativa en materia control económico financiero, que podrían ayudar a resolver problemas enquistados, basadas en la experiencia de 34 años dedicados a la función interventora, once de ellos como interventor general del Ayuntamiento de Barcelona.Tesi
La fiscalitat del patrimoni històric(Universitat de Barcelona, 2014-12-09) Martinez Gil, Xavier; Pont Clemente, Joan-Francesc; Universitat de Barcelona. Departament de Dret Financer i Tributari[cat] El Patrimoni Històric representa l’herència cultural acumulada pels nostres avantpassats i que és compartida per tota una col·lectivitat. Per aquest motiu tradicionalment ha despertat la voluntat de preservar-lo per a poder-lo gaudir i per a poder transmetre’l als nostres descendents. En conseqüència les autoritats públiques han encaminat la seva actuació sobre el Patrimoni Històric a aconseguir, fonamentalment les tres finalitats següents: la seva preservació, el seu acreixement i la garantia de la transmissió a les generacions futures. Un dels instruments amb què compta el sector públic per a complir amb les seves finalitats és la fiscalitat. En aquest estudi hem analitzat en quina mesura la regulació de la fiscalitat del Patrimoni Històric contribueix al compliment d’aquests tres objectius públics. Un dels principals reptes ha estat la definició de l’objecte d’estudi ja que té un origen extrajurídic. A partir d’un estudi sincrònic i diacrònic hem abordat la incorporació a l’ordenament jurídic d’aquest concepte i hem constatat com des de la constitucionalització de la seva protecció s’ha teixit un entramat jurídic, que va més enllà del Dret Tributari, la qual cosa ha comportat posar ordre en l’enorme complexitat i dispersió normativa per tal d’orientar-la cap a l’anàlisi del compliment dels objectius públics en relació al Patrimoni Històric. L’heterogeneïtat i la manca de visió global de les solucions fiscals adoptades han posat en evidència algunes mancances i incoherències que posen en qüestió l’eficàcia d’aquestes per a l’assoliment dels objectius marcats alhora que obren la porta per a comportaments dels particulars que s’allunyen de l’interès general.Tesi
La derrotabilidad, fraude de ley y cláusula general antielusiva. Análisis desde el derecho tributario español y chileno(Universitat de Barcelona, 2016-11-23) Magasich Airola, Álvaro; Pont Clemente, Joan-Francesc; Universitat de Barcelona. Departament de Dret Financer i Tributari[spa] Uno de los problemas de los sistemas impositivos es la elusión. Un medio de reacción jurídica contra este fenómeno son las cláusulas generales antielusivas, regulación presente en la legislación tributaria española (1963) y chilena (2014). El objetivo del trabajo es explicar las cláusulas generales antielusivas. Es nuestra tesis que estas son una regulación (expresa) de una característica de las reglas jurídicas, cual es su «derrotabilidad». Este estudio se hace desde los sistemas normativos español y chileno. La primera problemática es distinguir la derrotabilidad de las demás actuaciones ubicadas en el proceso aplicativo, especialmente de la interpretación y la analogía. También se analiza críticamente la interpretación económica como mecanismo para atacar elusiones. La segunda parte está referida al estudio del fraude a la ley y abuso del derecho, en razón de la equivalencia que tendrían con las cláusulas antiabuso. Estas son especies de derrotabilidad en las que una hace énfasis en la derrota de la regla de cobertura, y otra, en el derecho subjetivo que actúa como razón del ejercicio abusivo. Una tercera cuestión recae en el estudio de aspectos constitucionales tributarios, en concreto, la legalidad, la seguridad jurídica y el deber de contribuir como consideraciones que impactan en las decisiones tributarias, limitando la producción normativa y afectando los quehaceres aplicativos, como la analogía y la derrotabilidad. En la última parte, nos referimos a las cláusulas generales antielusivas de Chile y sobre todo a las de España, analizando su historia y los distintos conflictos doctrinales que de ella se generaron y generan. Proponemos, finalmente, centrar la determinación de lo elusivo en el análisis del amparo reclamado. Ello permite explicar el funcionamiento jurídico de las cláusulas generales antielusivas, justificar la existencia de estas normas en el ordenamiento jurídico y distinguir la derrotabilidad de otras actuaciones que ocurren en el proceso aplicativo.Tesi
La obligación de información sobre activos en el extranjero(Universitat de Barcelona, 2016-06-27) Alarcón García, Esaú; Rozas Valdés, José Andrés; Universitat de Barcelona. Departament de Dret Financer i Tributari[spa]Tesi
La armonización del régimen de impuestos especiales sobre los productos energéticos en el derecho de la Unión y su transposición en España, Francia y Reino Unido(Universitat de Barcelona, 2016-01-26) Ortega Ibáñez, Alex; Andrés Aucejo, Eva; Universitat de Barcelona. Departament de Dret Financer i Tributari[spa] La presente tesis doctoral tiene por objeto de estudio el régimen de impuestos especiales sobre los productos energéticos y la electricidad del Derecho de la Unión. En la Primera Parte se revisa el proceso que va desde la integración europea hasta la consecución del régimen armonizado. En este ámbito, se delimita el concepto de mercado interior y las exigencias que los Tratados integran en su misión. Se estudian los efectos del principio de libre circulación de mercancías, en particular, la creación de la unión aduanera y la utilización de la nomenclatura combinada. Se valora la aproximación de las legislaciones nacionales y, específicamente, la armonización fiscal como instrumentos para garantizar el adecuado funcionamiento del mercado interior. Se revisan las disposiciones normativas de la Unión que constituyeron la primera estructura del sistema impositivo de los hidrocarburos: la Directiva 92/12/CEE, la Directiva 92/81/CEE y la Directiva 92/82/CEE. Se esquematiza el conjunto de normas vigentes del Derecho de la Unión en materia de impuestos especiales sobre los productos energéticos y electricidad, distinguiendo entre aquellas de carácter material de aquellas de carácter formal. Se hace mención particularizada de los motivos y objetivos generales de la Directiva 2008/118/CE y de la Directiva 2003/96/CE. Se analiza la integración de los fines ambientales en la imposición especial de los productos energéticos, incluyendo la introducción de los biocarburantes y otros combustibles renovables, como también las propuestas de modificación de la Directiva 2003/96/CE. Conjuntamente, se identifican las principales fuentes jurídicas nacionales que han dado lugar a la transposición en España, en Francia y en el Reino Unido. En la Segunda Parte se analizan cada uno de los elementos que configuran los impuestos especiales sobre los productos energéticos en el Derecho de la Unión y su respectiva transposición en España, Francia y en el Reino Unido. Se detalla el ámbito territorial de aplicación. Se analiza el ámbito objetivo de aplicación del impuesto especial, delimitando la expresión «productos energéticos y electricidad». Se coordinan los hechos imponibles dispuestos por la Directiva 2008/118/CE y Directiva 2003/96/CE y se identifica cada uno de los supuestos de devengo. Se examina la estructuración de los niveles de imposición y se analizan los niveles mínimos de imposición sobre los carburantes de automoción (incluyendo la distinción entre gasóleo de uso profesional y no profesional), sobre los carburantes de automoción utilizados en fines industriales y profesionales y sobre los combustibles para calefacción y la electricidad. Se coordinan y analizan las exenciones obligatorias y facultativas. Se distinguen los operadores del sistema de impuestos especiales y se examina la determinación del deudor. Se identifican los supuestos de circulación en régimen suspensivo, la obligación de garantía y el procedimiento de circulación basado en el sistema informatizado EMCS. Se analiza también la circulación e imposición de los productos tras su despacho a consumo, en específico: el régimen de adquisición por los particulares, régimen de tenencia en otro Estado miembro y el régimen de venta a distancia, como también las destrucciones de productos, pérdidas e irregularidades en estos supuestos.Tesi
Los centros offshore. La utilización del sistema tributario como vehículo a la atracción del capital internacional(Universitat de Barcelona, 2016-01-21) Marcelino Junior, Jorge Carlos; Andrés Aucejo, Eva; Universitat de Barcelona. Departament de Dret Financer i Tributari[spa] La elaboración de la presente tesis doctoral ha sido posible gracias al trabajo de investigación científica y de campo que su autor ha realizado en la Universidad de Barcelona y en la Université Paris II, así como en las estancias llevadas a cabo en otras instituciones internacionales de ocho países distintos (Suiza, Holanda, Bélgica, Uruguay, España, EE.UU y Brasil). La investigación recibió además el apoyo de diversas instancias económicas, entre las cuales se hallaban algunas situadas en países considerados como centros “offshore”. En consecuencia, se han podido consultar más de 600 fuentes de información diferentes, lo que permitió analizar el funcionamiento de centros “offshore” que controlan, en conjunto, más del 96% de los activos ubicados en este tipo de jurisdicción, siempre teniendo en cuenta las medidas de combate impartidas unilateral y multilateralmente por los países miembros de la Unión Europea, la OCDE y el G-20. De esta manera, se ha podido obtener un panorama jurídico y económico de la situación real y actual del fenómeno, que se ha estructurado a efectos de presentación en este trabajo en dos partes diferenciadas: - En la primera, se realiza un análisis de los centros “offshore”, reconstruyendo sus pasos desde la adopción de la tributación a la renta en el siglo XIX hasta la actualidad. Mediante datos de naturaleza económica, se diseña un perfil de su actuación, sus niveles de evolución y su susceptibilidad a movimientos como la globalización o las crisis financieras. Como resultado, al final de esta parte no tan sólo podemos comprender en detalle la estructura jurídica de los centros “offshore”, sino que además estamos en condiciones de evaluar la representatividad de la economía “offshore” con respecto a la economía mundial, además del nivel de interdependencia entre ellas. - En la segunda, se analizan las medidas de carácter interno e internacional que de alguna manera imponen restricciones a la utilización de estos centros por parte de personas físicas y jurídicas, dividiéndolas en medidas anti-evasivas de carácter general y medidas dirigidas específicamente para estos centros. Más allá de las normas concretas, también se analizan los trabajos realizados por organismos internacionales que sirven como base para el establecimiento de políticas al respecto, que poco a poco son adoptados por los países miembros de los mismos. Al igual que en la primera parte, aquí se utilizan los datos disponibles sobre movimientos de capitales a nivel internacional, balanzas de pagos e inversiones financieras directas, como indicativo de si la adopción de una determinada medida de control produce resultados efectivos. Al final del trabajo se presenta una serie de conclusiones, basadas en los resultados obtenidos por las dos partes del trabajo, e intentamos proponer un conjunto de medidas que, además de tener en cuenta los niveles de interdependencia económica, se basan en medidas que históricamente han producido efectos relevantes en el tratamiento de este fenómeno.Tesi
La tributación extrafiscal en el mercado financiero: posibilidades y límites jurídicos(Universitat de Barcelona, 2015-09-29) Tavares, Diogo Ferraz Lemos; Alonso González, Luis Manuel; Universitat de Barcelona. Departament de Dret Financer i TributariLa present tesi té l'objectiu d'investigar, sota un punt de vista jurídic, les possibilitats i límits de la tributació extrafiscal sobre el mercat financer. En resum, es pretén analitzar les bases i el funcionament de la tributació extrafiscal específicament en aquest sector econòmic, en nom d'identificar l'espai que els tributs extrafiscals poden ocupar en la tributació del mercat financer, així com els límits que li són imposats per les normes generals aplicables a la extrafiscalitat i per normes específiques vinculades a aquest sector. Per complir aquest repte, després d'un primer capítol introductori, la tesi parteix de dos capítols generals que serveixen de premissa per a l'examen del tema concret: en el segon capítol, es fixen algunes nocions generals respecte a la regulació pública del mercat financer, ja que la tributació extrafiscal, com a espècie d'intervenció pública sobre l'economia, necessàriament es relacionarà amb les altres intervencions existents sobre aquest sector econòmic; en el tercer, s'estableixen les bases generals de la tributació extrafiscal, en nom d'identificar la seva fonamentació, el seu camp d'actuació i els seus límits intrínsecs (derivats de la pròpia essència de la extrafiscalitat) i extrínsecs (imposats per altres normes de l'ordenament jurídic, fins i tot els principals principis tributaris). Un cop assentades aquestes premisses generals, la tesi analitza específicament la tributació extrafiscal en el mercat financer, en dos capítols que tenen un evident vincle de gènere-espècie: el quart capítol estableix normes resultants de l'aplicació de la extrafiscalitat a aquest sector econòmic, especialment respecte a les funcions que tal tributació pot desenvolupar i als límits a què està sotmesa, així com analitza els principals models de tributació extrafiscal en el mercat financer; i el cinquè capítol exposa els principals trets d'alguns tributs específics del mercat financer ja existents, a Espanya, Brasil i Europa i especialment pel que fa al seu caràcter extrafiscal (o no), analitzant-los sota les premisses fixades en els capítols precedents i opinant sobre la seva conformitat amb els criteris de legitimitat de la tributació extrafiscal que s'han construït al llarg de la tesi. Finalment, el sisè capítol exposa de manera objectiva i resumida les principals conclusions del treball.Tesi
Los precios de transferencia en las operaciones de reestructuración empresarial(Universitat de Barcelona, 2015-12-10) Cañabate Clau, David; Rozas Valdés, José Andrés; Universitat de Barcelona. Departament de Dret Financer i Tributari[spa] Las Directrices de la OCDE en materia Precios de Transferencia en empresas y grupos multinacionales recogen en su Capitulo IX los criterios y principios de análisis para la validación de las operaciones de reestructuración. Dichos principios y criterios se fundamentan en lo esencial en los Capítulos I-III, en especial en lo relativo a análisis de riesgos y funciones, pero en muchos aspectos desarrollan las directrices generales de análisis en esta materia más allá de lo establecido en los capítulos iniciales de las Directrices. La validación de las operaciones de reestructuración a efectos de la normativa sobre Precios de Transferencia gira en torno al cumplimiento de dos principios propios, como son el de la racionalidad (Rationality) y el de su justificación documental (Reasonability), y un principio general de actuación en todo análisis en esta materia corno es el de la prevalencia del fondo sobre la forma (substance over ,form) y que obliga a atender a la realidad de la operación y conducta de las partes al analizar la operación y la distribución de funciones, riesgos y activos entre las partes implicadas, más allá de lo que indiquen las cláusulas contractuales, Este análisis debe atender en todos sus aspectos no sólo al momento concreto de la operación, sino también a la situación previa a la reestructuración y a la posterior. Del mismo modo, el análisis no se debe centrar exclusivamente en el ámbito interno de la operación y de la empresa o grupo, sino que es necesario atender al externo, esto es, considerar la existencia de comparables externos y preguntarse cómo actuarían terceros independientes en situación análoga. Del mismo modo, la justificación de dicha racionalidad o reasonabay debe ir más allá de la documentación especifica sobre Precios de Transferencia que recoja la operación, para alcanzar a la documentación interna de las partes implicadas tanto societaria como económica que se genere alrededor de la operación, siendo clave que esta prueba sobre la racionalidad de la reestructuración sea contemporánea y se vaya generando de forma paralela a la operación. La verificación del cumplimiento de los principios de rationahly y reasonability de la operación, junto con el examen de la adecuación al PLC tanto de la asignación de funciones, riesgos y activos como de las compensaciones económicas en su caso pactadas, conforman lo que hemos calificado como Elementos Definitorios (Normativos y Económicos) en el modelo de análisis planteado. Complementando a éstos en su labor de análisis se sitúan los que hemos denominado Elementos Correctores, que son (i) la Disregard Clause, corno norma anti-abuso especifica de Precios de Transferencia y ligada al cumplimiento del principio substance over form y a la verificación de que el análisis realizado atiende a la conducta de las partes, y II) el análisis de la remuneración post reestructuración, vinculada al Elemento Definitorio Económico, es decir, a las compensaciones y con un fin eminentemente garantista de que se haya tenido en cuenta el punto de vista individual de la entidad afectada por la reestructuración.Tesi
Comunicación tributaria (Fundamentos, naturaleza jurídica y efectos)(Universitat de Barcelona, 2014-12-18) Jové i Vilalta, Jordi; Rozas Valdés, José Andrés; Universitat de Barcelona. Departament de Dret Financer i Tributari[spa] La intrínseca complejidad del modelo social vigente requiere que aquellas de sus estructuras organizativas que se hallen orientadas al desarrollo de funciones públicas, necesiten procesar crecientes cantidades de información. La dificultad en la obtención y manejo de dicha información constituye, sin embargo, una tarea inasumible sin la intervención de la misma base social de la que aquellas estructuras son vicarias. La Administración tributaria, paradigma de este modelo organizativo, por las razones expuestas, ha experimentado significativos niveles de privatización de los parámetros funcionales con que secularmente había sido identificada [ESEVERRI MARTÍNEZ (1987, p. 860) y SESMA SÁNCHEZ (2001, p. 19)], así como, y con el objetivo tendencial de perfilar nuevas situaciones de equilibrio, una correlativa asunción de funciones interventoras, vectorializadas a la ordenación y supervisión de la implicación social en la aplicación de los tributos. La atenuación de la carga implícita en el ejercicio de aquellas funciones, pasa, antes que por el recurso indiscriminado y acrítico a obsoletas e ineficientes soluciones incrementalistas, por la postulación del cumplimiento preciso de los deberes tributarios así como por disminuir la magnitud de la masa social con la que la Administración interactúa [DE ELIZALDE Y AYMERICH (2004, p. 210)]. El primero de los hitos apuntados se desarrolla en el contexto de los mecanismos de información al ciudadano [ROZAS VALDÉS (2000, p. 313)], el segundo a través del recurso a las técnicas de intermediación o interposición de obligados tributarios entre la Administración y aquellos a quienes se quiere gravar [FERREIRO LAPATZA (2004, p. 73)], al tiempo que se establecen paralelos deberes de información entre los mismos. Optimizadas aquellas funciones, la información a la Administración (aun a pesar de que, con no poca frecuencia, su uso abusivo o incluso desviado, trasciende los límites de la fisiología para penetrar en los de la patología) constituye el eje alrededor del cual gira la fenomenología característica del iter administrativo propio de lo tributario. En este trabajo se aborda el estudio de los fundamentos y la naturaleza jurídica de la comunicación tributaria, elementos clave de la epistemología de nuestro objeto de estudio, así como, en un plano menos teórico, al tiempo que más contingente, los efectos de aquellos flujos de información que acontecen en el sistema tributario. La consideración de los fundamentos nos ha llevado a profundizar en la estructura del concepto de seguridad jurídica para incardinar, dentro del mismo, el anclaje preciso de la información a los ciudadanos. En la información a la Administración hemos distinguido entre el fundamento de la información relativa al propio obligado de la relativa a terceros. En relación con la naturaleza jurídica hemos analizado las distintas posiciones jurídicas subjetivas de los implicados en la relación informativa; tanto aquellos que se dan en el ámbito de la dialéctica derecho subjetivo – obligación como los que tienen lugar extramuros de la relación jurídico–tributaria [HURTADO GONZÁLEZ (2001, p. 92)]. Finalmente, en relación a los efectos, nos hemos referido al régimen del incumplimiento del deber de informar, a los instrumentos de información al ciudadano así como al régimen de la información dirigida a la Administración. Agrupados los distintos flujos bajo una denominación común: comunicación tributaria [TORNOS MAS (2000, p. 11)], nos hemos planteado la posibilidad de un fundamento y de una naturaleza jurídica coincidentes en los distintos flujos, y, por lo tanto, propias de la comunicación tributaria. Aunque se ha negado, tanto respecto al fundamento [LÓPEZ MARTÍNEZ (1992, p. 18)] como a la naturaleza [GARDINI (1996, p. 11)], aquella posibilidad, nosotros hemos concluido que el fundamento común de los distintos flujos responde al principio de eficacia y su naturaleza cabe identificarla como un deber jurídico en sentido amplio.